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La rai? Un servizio pubblico così in efficiente?

Oggi sono a parlarvi della rai, si proprio della rai, che come servizio pubblico e che come utenti paghiamo il canone con la corrente elettrica trovata del governo Renzi nel 2015, collegato alla legge di bilancio del 2016.

Lasciamo perdere i risvolti politici che poco importa, ma parliamo invece di qualche disservizio che la stessa “mamma rai” purtroppo visto la tassa che paghiamo ai me mette a disposizione di noi utenti finali certi servizi, parliamo dopo di una cosa che la rai in questi giorni ha fatto sotto il profilo di servizio web attraverso l’uso della sua app per smartphone, passo dopo a spiegare meglio la questione, apriamo una breve parentesi sul segnale digitale che dopo il passaggio al digitale terrestre a Piminoro e non solo ci viene preclusa la visione dei canali radiotelevisivi quando le condizioni meteo sono buone, specie in estate quando a noi cosa ci serve la tv se usciamo fuori casa all’area aperta?

Il segnale radiotelevisivo con l’avvento del digitale terrestre infatti con le condizioni meteo buone il segnale rai non viene ricevuto dalle nostre tv.

Visto che parlo di tv, in pochi sanno che nel 2017 il governo di allora delibera il passaggio del segnale telefonico mobile, allo standard 5g.

Ora cosa centra questo?

Centra e come, infatti già dal 2020 in Italia inizierà il passaggio ad un nuovo standard televisivo, denominato (DVB t2). Questa e la nuova denominazione che è stata data al nuovo standard.

Cosa accadrà?

Accadrà che le attuali tv acquistate prima del 2016 se ancora funzionanti dovranno essere forniti di un decoder esterno per poter vedere tutti i canali televisivi con questo nuovo standard.

Tutte le tv acquistate dopo il 2016 sono già predisposte a ricevere questo nuovo standard.

Il sito:

altro consumo, riporta le nuove date aggiornate al 25 settembre 2019 qui la pagina per saperne di più.

Ora torniamo però al disservizio accennato in precedenza della rai.

Come sapete io per creare questo sito web mi avvalgo delle tecnologie assistive che la mia condizione di non vedente mi permette di essere autonomo.

Nel corso degli anni la tecnologia mi e è venuta incontro implementando alcuni strumenti che ci agevolano anche “la visione o ascolto della tv”.

Questa può avvenire con l’uso normale della tv oppure con le tv di nuova generazione anche chiamate Smart tv, permettono l’uso di queste con i così detti (screen Readers) o in italiano lettori di schermo da prima già utilizzati sui computer passando poi per gli smartphone.

Bene fino a qui ci siamo.

Cosa ha combinato “mamma rai”?

Con l’entrata nei giorni scorsi nelle nostre case della nuova trasmissione di Fiorello che va in onda su RaiUno dopo il tg delle 20, chiamata viva rai play che in pratica e un servizio che la rai a messo a disposizione su web attraverso il portale collegato:

raiplay.

Con l’uso ormai massiccio degli smartphone la rai a creato una sua app che permette la visione dei contenuti rai anche sullo smartphone. Bene, nella versione disponibile per gli Iphone, la rai in barba alle regole di Apple, che tra le sue regole permette agli sviluppatori di rendere accessibili le app che girano sotto IOS, ogni tanto si dimentica forse volutamente dei non vedenti che usano il dispositivo della Apple con la sua tecnologia assistiva denominata “Voice over”. Infatti seguendo alcune comunità di non vedenti attraverso facebook e non solo scopro che appunto con la trasmissione di Fiorello la rai aggiornando la sua app la resa parzialmente in accessibile.

Leggendo un reso conto in rete che si può leggere qui, scopro delle cose che questa app ai me ha fatto in questi ultimi giorni aggiornandola.

Quindi incuriosito o scaricato l’app sul mio iphone, scoprendo quello che avevo letto sulla pagina menzionata sopra.

Per poter gestirmi o meglio navigare le varie applicazioni sul mio Iphone, ci sono dei pulsanti se questi non vengono descritti bene per un non vedente che usa una tecnologia assistiva e impossibile gestirla.

Questo e reso possibile dagli sviluppatori rispettando le regole sull’accessibilità che devono essere rispettate.

In poche parole tutti i pulsanti delle applicazioni devono contenere un testo descrittivo che faccia capire alla tecnologia assistiva e al non vedente che e l’utente finale cosa fa quel pulsante.

Se si trova una persona poca esperta a questo e i sudetti pulsanti non vengono etichettati con un testo l’utente non vedente come capisce quale azione fa quel pulsante?

Ecco cosa ha combinato la rai con questa applicazione, a praticamente rifatto l’app non tenendo conto dell’accessibilità in barba sia alle leggi nazionali che a quelle internazionali.

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