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Elezioni regionali 2020. info e profili dei candidati governatore

Il prossimo 26 Gennaio, come Calabresi saremo chiamati ad eleggere il governatore e i consiglieri regionali.

I consiglieri che potranno accedere al consiglio regionale sono 30

Si voterà come detto il 26 Gennaio prossimo dalle 7 alle 23

Di seguito i profili dei candidati governatore che sono quattro.

https://www.citynow.it/regionali-calabria-identikit-candidati-aiello/

Francesco Aiello

Candidato governatore con il Movimento 5 stelle. Professore ordinario di Politica Economica presso l’Università della Calabria, è autore di numerosi saggi scientifici pubblicati su riviste nazionali e internazionali. Laureato in Economia e Politica Agraria all’Università Federico II di Napoli, ha incentrato la sua attività di ricerca sui temi della Ricerca e dell’Innovazione, dei divari di sviluppo in Italia e in Europa, sull’analisi micro-econometrica dell’efficienza e della produttività e sulla valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche.

Accanto all’attività prettamente accademica, si interessa di economia locale e di attività di divulgazione economica. Nell’estate del 2015 ha fondato OpenCalabria.com, uno spazio dedicato ai temi di “Economia e Politica dello Sviluppo” della Calabria.

Il suo nome, prima di diventare il candidato dei pentastellati, è stato molto vicino agli ambienti di sinistra, arrivando a proporsi anche quale assessore della giunta guidata dall’uscente Mario Oliverio.

Il percorso che ha condotto Aiello alla candidatura non è stato però semplice. Il professore dell’Unical ha infatti dovuto aspettare l’esito di ben due voti sulla piattaforma Rousseau. Prima per decidere l’impegno o meno del Movimento alle Regionali, e poi una sorta di conferma sul suo nome. Lo stesso Aiello non aveva detto “si” alla richiesta avanzata dal gruppo di parlamentari pentastellati che lo aveva indicato, prendendosi qualche giorno prima di sciogliere la riserva: “C’è una Calabria onesta, resiliente e positiva che – scriveva in quei giorni – ha bisogno di emergere e di essere valorizzata, qui e nel Paese. A questa Calabria rivolgo il mio appello”.

E prima della ratifica del suo nome sulla piattaforma Rousseau, ha rischiato di essere travolto da un caso di abusivismo edilizio “ereditato” dal padre (fu la giustificazione): “Mi si rimprovera di non averla ancora demolita. Nello specifico – rimarcava – non c’è alcun ordine di demolizione da parte della giustizia amministrativa (Tar e Consiglio di Stato), che ha invece stabilito che debba essere il Comune di Carlopoli a scegliere quale provvedimento applicare”.

Alla fine anche il voto su Rousseau lo legittimava quale candidato del Movimento 5 stelle anche se con un risicato 53,1% (1150 voti).

Francesco Aiello sarà sostenuto nella sua corsa alla Presidenza da due liste: Movimento 5 stelle e Calabria civica – Liberi di cambiare.

Carlo Tansi

Nato a Cosenza il 22 luglio del 1962, Carlo Tansi è stato il primo a scendere in campo per la tornata elettorale dalla quale il 26 gennaio uscirà fuori il nome del neo Presidente della Regione Calabria.

Non ha, e non ha mai avuto, tessere di partito, né ricoperto incarichi politici fino al suo “allontanamento forzato” dalla Protezione civile regionale, che ha guidato da novembre del 2015 al novembre del 2018, a seguito di una selezione pubblica nazionale.

Si definisce “uno scienziato al servizio di tutti e non un uomo di parte”.

Laureato in Scienze Geologiche presso l’Università della Calabria con 110 e lode, ha subito vinto una borsa di studio biennale presso l’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), svolta in buona parte presso il Laboratorio di Tectonique dell’Università Pierre e Marie Curie di Parigi.

Dal 1994, a seguito del superamento di un concorso pubblico nazionale, è risultato vincitore di un concorso per ricercatore presso lo stesso Istituto del CNR, dove da allora si occupa dello studio delle faglie attive che interessano l’Appennino meridionale, e delle relazioni tra queste faglie e i terremoti e le frane.

Per 13 anni ha ricoperto il ruolo di professore incaricato di “Geologia Strutturale” presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università della Calabria.

Ha ricoperto la carica di vice-presidente e di consigliere dell’Ordine dei Geologi della Calabria. È stato Responsabile scientifico di vari progetti di ricerca scientifici nazionali e internazionali.

“Col decisionismo imposto dalle circostanze sono passato dalle parole ai fatti – dice del suo impegno nella ProCiv -: ho riformato profondamente la Protezione Civile e l’ho trasformata da ente disorganizzato e sprecone, struttura tecnica e operativa altamente specializzata, informatizzata e dotata di infrastrutture tecnologiche di alta affidabilità anche nel caso di grande evento calamitoso”.

L’ultimo giorno della sua esperienza triennale Carlo Tansi fu sospeso per 45 giorni dal proprio ruolo di dirigente, cosa che gli ha impedito di ricandidarsi alla stessa carica. Proprio da questa esperienza ritenuta negativa, è nato il movimento “arancione” che oggi lo sostiene nella corsa a Governatore.

Nel suo curriculum c’è anche la candidatura e l’elezione a consigliere di minoranza, al fianco del massmediologo Klaus Davi a San Luca.

Da sempre considerato un uomo anti casta, all’atto della presentazioni delle liste (lui sarà sostenuto da Tesoro Calabria, Calabria libera e Calabria pulita) non ha rinunciato a punzecchiare uno dei suoi bersagli preferiti, scrivendo sul suo profilo facebook:

“Ho appena appreso che tra i candidati che sostengono Jole Santelli c’è Domenico Tallini (detto Mimmo)! È cosi che vogliono cambiare la Calabria? Cari Calabresi vi imploro: per il futuro dei nostri figli, non votiamoli! Nel segreto dell’urna mettetevi una mano sulla coscienza”.

Jole Santelli

Alla fine l’ha spuntata lei, la coordinatrice regionale di Forza Italia. Il suo nome, venuto fuori durante una riunione tra i leader della coalizione di centrodestra ad Arcore, è stato confermato nonostante le aspre polemiche che erano seguite all’indiscrezione dei primi di dicembre.

Jole Santelli, che il 28 dicembre compie 51 anni, è nata a Cosenza, dove fino al giorno dell’indicazione del suo nome quale candidata alla poltrona di governatore della Calabria, ha ricoperto il ruolo di vicesindaco.

Laureata in giurisprudenza alla “Sapienza” di Roma, esercita la professione di avvocato, ma ha aderito sin dagli albori a Forza Italia, legandosi al partito di Silvio Berlusconi fin dal 1994, mettendosi al servizio dell’ufficio legislativo degli azzurri fino al 1998. Nel 200 ha invece coordinato il dipartimento giustizia di FI.

La sua carriera da deputata inizia nel 2001 quando è stata eletta in Calabria nel collegio di Paola, divenendo membro della Commissione Giustizia. Tra il 2001 e il 2006 – secondo e terzo governo Berlusconi – è stata anche sottosegretario al Ministero della Giustizia. È stata rieletta deputata nel 2006 – nella circoscrizione Emilia Romagna, sotto le insegne di Forza Italia – e nel 2008 – nella circoscrizione Calabria ma nelle liste del Popolo delle Libertà. In quella occasione rivestì anche il ruolo di vice capogruppo di deputati azzurri.

È stata eletta per la quarta volta, sempre in Calabria, da capolista, nel 2013. Un periodo importante per la Santelli che Il 2 maggio 2013 viene nominata Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sotto il Ministro Enrico Giovannini nel Governo Letta, carica che mantiene fino alle dimissioni rassegnate il successivo 6 dicembre, a seguito della sua adesione al nuovo progetto di Forza Italia che si colloca all’opposizione del Governo.

Nel frattempo, a gennaio del 2014, viene nominata coordinatrice regionale di Forza Italia, ruolo che mantiene tuttora.

Nel 2016 intraprende l’avventura amministrativa al Comune di Cosenza dove, come detto, è vicesindaco fino alle recenti dimissioni dello scorso 9 dicembre.

Nel 2018 viene rieletta alla Camera con il proporzionale in Calabria: Nella corrente legislatura ricopre l’incarico di vicepresidente della I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e degli Interni) ed è membro di diversi organi parlamentari.

Infine la storia di questi giorni, con l’investitura ufficiale (19 dicembre) quale candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria. Al voto del 26 gennaio prossimo si presenterà supportata da sei liste – Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Udc, Casa delle Libertà, e Santelli presidente – provando a diventare la prima donna Presidente in Calabria.

Pippo Callipo

Nativo di Pizzo, settantatre anni, Filippo (Pippo) Callipo non è nuovo nella scena politica calabrese.

Imprenditore con la passione dello sport, rappresenta la quarta generazione dei Callipo che, dal 1913, si sono avvicendati al timone dell’azienda di famiglia, la “Giacinto Callipo Conserve Alimentari SpA” che, da più di 100 anni – compiuti il 14 gennaio 2013 – produce e commercializza tonno all’olio di oliva in scatola e in vaso di vetro.

Dal 1972 entra a far parte dell’azienda ancora in mano al padre, dal quale la “eredita” nel 1981. Ed in quasi quarant’anni di attività ha guidato l’azienda verso importanti traguardi e prestigiosi successi. Nell’ultimo decennio, al fine di diversificare l’attività, ha costituito un gruppo societario, composto da sei aziende che attualmente occupano circa 350 addetti.  Nell’estate del 2008, dopo anni di progettazione ed organizzazione ha avviato due importanti progetti imprenditoriali: La Callipo gelateria e il Popilia Country resort.

Impegnato nel sociale, ha promosso la costituzione della Banca di Credito Cooperativo di Maierato e ne diviene Consigliere d’Amministrazione dal 1993 fino al 1995. Intanto, nel 1994 assume la Presidenza di Confindustria Vibo Valentia guidandola per quattro anni. È Commissario Straordinario del Consorzio Nucleo Industriale di Vibo Valentia, dal novembre1995 fino al gennaio 1996; e Presidente del Consiglio di Amministrazione della Vibo Sviluppo SpA, società di gestione del Patto Territoriale di Vibo Valentia, tra il 1997 e il 1998. Nel 2001, e fino al 2006, ha guidato Confindustria Calabria, caratterizzando il suo mandato con la denuncia pubblica del racket mafioso inviando una lettera all’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, richiedendo persino l’intervento dell’esercito in Calabria.Denuncia anche il pericolo della “mafia con la penna”, cioè dei colletti bianchi, dei politici, che bloccano lo sviluppo della Calabria e tengono sotto ricatto gran parte della società suggerendo controlli severi a chi chiede contributi pubblici.

Il 1º giugno 2005, a riconoscimento del suo impegno imprenditoriale e per essersi distinto nel suo settore, con importanti ricadute nel sociale, viene nominato dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, Cavaliere del Lavoro.

L’impegno politico

Inizia ufficialmente il 25 agosto 2009, con l’accettazione della candidatura alla presidenza della Regione Calabria propostagli da numerose associazioni e con la fondazione dell’associazione 000“033200”. Al progetto aderirono l’europarlamentare Luigi De Magistris, il partito dell’Italia dei Valori, la lista Bonino-Pannella, il partito “per il Sud” e ampi settori della società civile. La coalizione elettorale da lui guidata ha ottenuto oltre il 10 per cento dei consensi corrispondenti a 106.646 voti.

Oggi, in giro per il suo tour elettorale, racconta che a fargli sciogliere la riserva in merito alla sua candidatura, è stato un giovane studente, ma è ormai noto il pressing che l’imprenditore e amico Nino De Masi, ha operato nei suoi confronti per una sua discesa in campo. Per la verità l’idea era quella di riunire tanto il Partito democratico, quanto il Movimento 5 Stelle. Operazione riuscita solo a metà, incassando l’ok di Nicola Zingaretti, ma non quello dei pentastellati che hanno affidato a Rousseau la votazione per il candidato da sostenere. Oggi, quindi, si presenta da civico, col sostegno di 5 o 6 liste.

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